I manga e il cibo sono un binomio quasi inseparabile e, nella memoria dei lettori, le scene in cui un protagonista è alle prese con una mangiata pantagruelica si sprecano. Sono davvero rari, infatti, i manga in cui non vi compaia del cibo e quando si parla del rapporto tra manga e cibo il ramen ha un ruolo centrale.
Il quattro ottobre 1999 (tre aprile 2005 in Italia), nelle primissime pagine di un manga divenuto famoso a livello planetario, un ragazzino dispettoso scarabocchia i volti scolpiti nella pietra di alcuni grandi guerrieri del passato. Nemmeno una volta messo di fronte alle proprie responsabilità si mostrerà dispiaciuto e, anzi, continuerà con il suo atteggiamento spavaldo. Il suo maestro, nonché tutore, sa benissimo che quella rabbia ha radici profonde e giustificate e saprà prenderlo per il verso giusto promettendogli un ramen in cambio del suo impegno a ripulire il danno. Il maestro si chiama Iruka e quel ragazzino Naruto, futuro settimo Hokage di Konoha.
I fan cresciuti con le avventure del ninja biondo ricordano con molto affetto questi primissimi momenti del manga e, in particolar modo, la scena in cui Naruto, con le bacchette in mano e di fronte al suo ramen preferito, promette che diventerà il più forte di tutti gli hokage.
A dirla tutta Masashi Kishimoto avrebbe inizialmente voluto creare un manga incentrato sulla storia di un giovane cuoco di ramen intento a diventare il migliore di tutti. Quindi non ci sarebbero dovuti essere ninja né demoni, ma un manga gastronomico in cui i combattimenti si sarebbero svolti a colpi di ricette. Tuttavia l’idea di Kishimoto non era del tutto originale e probabilmente fu questo il motivo principale per cui venne praticamente obbligato a cambiare radicalmente la sua storia.
In ogni caso è grazie a Naruto se il pubblico italiano, nei primi anni del 2000 è venuto a contatto con il ramen, che insieme al sushi fa da capofila a livello mondiale tra i piatti più noti della cucina nipponica.
Un po’ di storia
Il genere denominato “gourmet manga” (グルメ漫画, gurume manga, in giapponese) nasce ufficialmente nel 1970 quando su Weekly Shonen Jump viene pubblicato Totsugeki Ramen (突撃ラーメン, Ramen d’Assalto) di Mochizuki Mikiya, anche autore di Falco il Superbolide.
Totsugeki Ramen è una storia che mette insieme elementi di azione tra combattimenti, automobili e battaglie a colpi di RAMEN! Il protagonista, Ayazawa Nishiki, è un giovane attore in conflitto con il padre, cuoco di ramen. Col tempo tuttavia il conflitto sembra risolversi, tanto da convincere il ragazzo a seguire le orme del padre e avviare con lui un locale di ramen, il Totsugeki Ramen. Le cose si complicano quando il padre, subito dopo aver vinto un importante competizione di ramen che gli dà molta fama, viene trovato morto in un incendio/suicidio. Tuttavia Nishiki non crede che il padre, in uno dei momenti più belli della propria vita, possa aver compiuto un gesto simile.
I sospetti di Nishiki ricadono immediatamente sul cuoco Ryutama, personaggio che aveva mostrato ostilità nei confronti di suo padre e decide per questo che Ryutama dovrà pagare con la vita. Verrà però convinto che la vendetta migliore sarà quella di umiliarlo sul suo stesso terreno e deciderà quindi di sottoporsi ad un allenamento durissimo per diventare il migliore tra i cuochi di ramen.
Totsugeki Ramen pone sostanzialmente le basi del genere, narrando il desiderio di primeggiare e l’atto di cucinare come una sfida. L’esempio moderno più conosciuto in Italia è Shokugeki no Soma (Food Wars) che ha raccolto un ampio successo e che trae fortissima ispirazione da Totsugeki Ramen!
Da quel primo gourmet manga in poi il ramen ha sempre rivestito un’importanza enorme nella narrazione, valicando i confini di genere e venendo rappresentato un po’ ovunque.
Un’opera di grandissima importanza è, ad esempio, Otoko Oidon (男おいどん, Io Sono un Uomo, 1971) il manga con cui Leiji Matsumoto vinse un importante premio dando così il via alla sua carriera di successo.
Il manga narra le vicende di Shota Oyama, un giovane trasferitosi a Tokyo dal lontano Kyushu, alle prese con molte difficoltà. In questo manga seminale il ramen è utilizzato come espediente narrativo per sottolineare l’estrema povertà del protagonista, dal momento che il “ramen raisu”, ramen e riso, era il cibo degli studenti e dei lavoratori a basso reddito: costava poco e nutriva molto.
Da cuoco e storico del ramen ho dedicato moltissimo allo studio del ramen nei manga e in un prossimo futuro vi parlerò ancora di questo straordinario piatto e di alcune delle mie preparazioni. Qui di seguito, ad esempio, una mia fedele riproduzione del ramen di Naruto, l’Ichiraku Ramen, sul quale ho condotto una ricerca di due anni.
Dopo 50 anni dalla sua creazione il gourmet manga non conosce crisi e continua a sfornare titoli di successo, come Ramen Daisuki Koizumi-san (La signorina Koizumi ama il ramen) che mostra locali di ramen realmente esistenti, divenendo così una sorta di guida turistica per otaku affamati. Se lo sei anche tu non perdere i prossimi articoli in cui ti parlerò di altri piatti nei manga.
Se invece vuoi apprendere i segreti del ramen e iniziare a cucinarlo senza errori, iscriviti al mio corso di ramen!
Per ora da Ojisan è tutto, un saluto a tutti i “Mangia Manga” e a presto!
