Il ramen oltre la cucina: quando una ciotola diventa arte, design e patrimonio culturale

La mostra “The Art of the RAMEN Bowl” al 21_21 DESIGN SIGHT di Tokyo racconta il rapporto tra ceramica giapponese, artigianato, storia gastronomica e design contemporaneo.

CULTURA DEL RAMEN

chef Ojisan

10/21/2026

Dalla ceramica di Mino al design contemporaneo: la mostra The Art of the RAMEN Bowl, ospitata presso il 21_21 DESIGN SIGHT a Roppongi, Tokyo, racconta la cultura del ramen attraverso il recipiente che lo accompagna.

Quando si parla di ramen, l’attenzione si concentra spesso sul brodo, sui noodles, sulla tare e sulle guarnizioni. Esiste però un elemento che accompagna ogni interpretazione del piatto e che merita un’analisi altrettanto attenta: la ciotola.

Il donburi (丼), il recipiente nel quale viene servito il ramen, è un punto d’incontro tra gastronomia, artigianato, estetica e cultura materiale. Forma, peso, decorazioni e finiture sono il risultato di scelte progettuali e di una lunga storia produttiva.

A questo oggetto quotidiano il 21_21 DESIGN SIGHT di Tokyo ha dedicato la mostra The Art of the RAMEN Bowl (ラーメンどんぶり展, Rāmen donburi ten), aperta dal 7 marzo al 15 giugno 2025. L’esposizione ha riunito ceramiche, opere d’arte, ricerche di design e installazioni architettoniche, mostrando quanto possa essere articolato il mondo che si nasconde dietro un semplice recipiente.

Shino, Oribe e Ki-Seto: tre linguaggi della ceramica

La tradizione di Mino comprende stili differenti. Lo Shino (志野) è associato spesso a rivestimenti chiari, corposi e irregolari, con variazioni cromatiche dovute alla cottura. L’Oribe (織部) è riconoscibile per l’uso frequente di smalti verdi, forme inconsuete e motivi geometrici o pittorici. Il Ki-Seto (黄瀬戸), “Seto giallo”, presenta tonalità dal giallo pallido all’ocra.

La mostra ha accostato esempi di ceramica tradizionale alle ciotole d’uso quotidiano. Il confronto permette di comprendere come la produzione industriale e la manifattura artistica condividano, pur con obiettivi diversi, conoscenze relative alle argille, agli smalti e ai processi di cottura.

Un oggetto quotidiano diventa protagonista

La mostra è stata diretta dal designer Taku Satoh e da Mari Hashimoto, autrice e studiosa della cultura giapponese. Il loro interesse per la ceramica di Mino risale a un percorso di ricerca avviato nel 2012.

Che cosa rende una ciotola adatta al ramen? Deve contenere una preparazione calda e spesso liquida, sopportare l’impiego ripetuto, essere maneggevole durante il servizio e comunicare l’identità del locale. Sono requisiti funzionali, ma anche culturali: la stoviglia partecipa all’immagine del piatto e alle aspettative di chi lo consuma.

Mino: il distretto ceramico dietro le ciotole del ramen

Uno degli aspetti sottolineati dagli organizzatori riguarda il ruolo della regione di Mino, nella prefettura di Gifu. Secondo i materiali espositivi, circa il 90% delle ciotole da ramen prodotte in Giappone proviene dall’area della ceramica di Mino. Il dato va attribuito alla documentazione della mostra: non è accompagnato, nei materiali citati, da dettagli metodologici sufficienti a verificarlo indipendentemente.

Il termine Minoyaki (美濃焼), “ceramica di Mino”, identifica la produzione ceramica concentrata in particolare nell’area di Tajimi, Toki e Mizunami. È una tradizione con oltre un millennio di storia, che ha sviluppato competenze artigianali, impianti produttivi e una grande varietà di manufatti.

La diffusione del ramen nel Giappone moderno ha alimentato la domanda di stoviglie resistenti e standardizzabili. Le manifatture di Mino hanno contribuito a soddisfarla, adattando saperi antichi alle necessità della ristorazione commerciale.

A sinistra: una miniera da cui viene estratta l'argilla grezza utilizzata nella produzione di ceramiche (Foto: Yusuke Nishibe) / A destra: "Ceramic Valley Mino" (Video: Yu Yamanaka)

Ciotole d'Artista (Parte della mostra: sotto, i designer sono elencati dall'alto al basso, da sinistra a destra):
Misaki Awatsuji / Hikaru Ichijo / Takashi Sato
Izumi Shiokawa / Keiichi Tanaami / Takashi Tenmyoya
Yoshiharu Doi / Kazufumi Nagai / Masayoshi Nakajo Kazunari
Hattori / Akira Minagawa / Tadanori Yokoo (In esposizione anche: Junya Ishigami, Atsuki Kikuchi, Naoto Fukasawa e altri)

Quaranta artisti reinterpretano la ciotola

Uno dei nuclei più riconoscibili del percorso espositivo era Artist Ramen Bowls: quaranta servizi composti da ciotola e renge (レンゲ), il cucchiaio tradizionalmente impiegato per consumare il brodo. Artisti, designer, illustratori, architetti e personalità della cultura giapponese sono stati invitati a confrontarsi con questo oggetto.

Fra i partecipanti figuravano Tadanori Yokoo, Keiichi Tanaami, Naoto Fukasawa, Yuko Higuchi, Yoshiharu Doi e LiSA. Dieci servizi sono stati realizzati appositamente per l’edizione del 2025, ampliando una collezione sviluppata in precedenza.

La varietà dei risultati rivela quante possibilità interpretative offra una tipologia funzionale già consolidata. Alcuni autori lavorano sul segno grafico, altri sul volume o sul rapporto tra il cibo e la superficie interna del recipiente. Anche la decorazione diventa una forma di narrazione.

Ciotole tradizionali per ramen (elencate da sinistra a destra per nome dell'artista):
Kei Wakao "Ciotola in celadon" / Hitoka Kato "Ciotola in porcellana blu e bianca" / Daisuke Tomioka "Ciotola con smalto in polvere". Tutte e tre fotografate da Wagner Romano.

Anatomia del ramen: forma, materiale e funzione

La sezione Anatomy of Ramen and Ramen Bowls riprendeva l’approccio Design Anatomy di Taku Satoh, volto a osservare gli oggetti comuni nei loro componenti e nelle relazioni con le persone. Nel caso del ramen, l’analisi ha considerato sia il cibo, sia il recipiente: terminologia, aspetto, profumo, temperature, colori, forme e caratteristiche tattili.

Capacità e geometria

Un’imboccatura larga facilita la disposizione delle guarnizioni e valorizza la composizione visiva. Una ciotola profonda offre invece una diversa distribuzione del volume. Diametro, profilo delle pareti e forma del piede devono inoltre consentire un servizio stabile e una presa adeguata.

La temperatura della ciotola

Dal punto di vista fisico, una ciotola fredda assorbe energia dal brodo caldo. La quantità dipende soprattutto dalla massa del recipiente, dalla capacità termica del materiale, dalla temperatura iniziale e dalle condizioni di scambio termico. Preriscaldare la ciotola può ridurre questo effetto.

Anche il rapporto fra superficie esposta del brodo e volume contenuto influenza il raffreddamento. Un’ampia superficie può incrementare gli scambi con l’ambiente e l’evaporazione. Questi principi spiegano perché la geometria del recipiente abbia conseguenze pratiche; la documentazione della mostra non presenta tuttavia misurazioni comparative sulle diverse ciotole.

Ergonomia, manutenzione e percezione

Nella ristorazione professionale la scelta delle stoviglie deve considerare peso, stabilità, resistenza agli urti, facilità di pulizia, compatibilità con le procedure di lavaggio e disponibilità di ricambi. Smalti e decorazioni devono essere idonei al contatto alimentare secondo le norme applicabili.

Sul piano percettivo, il colore del recipiente cambia lo sfondo del piatto. Una superficie chiara crea contrasti differenti rispetto a una scura; il bordo, la finitura e la texture partecipano alla percezione visiva e tattile del servizio.

Il raimon: un motivo decorativo diventato iconico

Il raimon (雷文), letteralmente “motivo del tuono”, consiste in una sequenza di linee angolari e spirali geometriche spesso collocata lungo il bordo delle ciotole. Il motivo deriva da repertori ornamentali diffusi nelle arti decorative dell’Asia orientale ed è diventato un segno immediatamente riconoscibile dell’immaginario del ramen.

La mostra ha presentato anche strumenti per applicare queste decorazioni, fra cui timbri in gomma. È un dettaglio significativo: la ripetizione di un semplice motivo presuppone tecniche e procedure che collegano disegno, artigianato e produzione seriale.

Un timbro in gomma con un motivo a fulmine da applicare su una ciotola di ramen. Foto di Yusuke Nishibe.

Duecentocinquanta ciotole, molte identità

L’esposizione includeva una raccolta di circa 250 ciotole da ramen provenienti da diverse aree del Giappone, riunita da Yasuyuki Kaga. Forme, dimensioni e motivi decorativi suggerivano la pluralità delle interpretazioni regionali e commerciali del piatto.

Nella ristorazione, la ciotola è anche uno strumento di identità. Un ramen-ya può scegliere un modello classico, una produzione locale o una stoviglia personalizzata. Il recipiente finisce così per contribuire alla riconoscibilità dell’esperienza gastronomica.

Dal recipiente allo spazio: il ramen yatai

Tre gruppi di architetti e designer — TONERICO:INC., Takashi Nakahara e un team di Takenaka Corporation — sono stati coinvolti nella reinterpretazione del ramen yatai (ラーメン屋台), il chiosco mobile associato alla tradizione della cucina di strada.

Fra i progetti figuravano Okamochi Yatai, ispirato al contenitore da trasporto per le consegne, e Nomad Roof. Le installazioni esploravano il rapporto tra mobilità, spazio di lavoro, attrezzature e incontro fra cuoco e cliente. Le strutture esposte non erano punti di somministrazione operativi.

Lo yatai costituisce un modello interessante perché concentra preparazione e servizio in pochi metri quadrati e rende evidente quanto l’organizzazione spaziale incida sull’esperienza del pasto.

Vista della sede (Galleria 2) Takenaka Corporation (Tomoki Shoda, Genyo Unno, Yuka Matsui, Yuto Mori) "Nomad Roof" Foto: Keizo Kioku

Argilla, forni e paesaggio: il territorio dietro il manufatto

Fotografie, video e installazioni hanno documentato il territorio di Mino e la filiera produttiva della ceramica: argille, strumenti, laboratori e paesaggi. Il progetto ha incluso i contributi del fotografo Yusuke Nishibe e del regista Yu Yamanaka.

L’attenzione alle materie prime ricorda che ogni recipiente nasce da scelte tecniche. Composizione mineralogica delle argille, additivi, curve di temperatura, atmosfera di cottura e formulazioni degli smalti influenzano il risultato finale. Persino un oggetto molto comune è il prodotto di una sequenza complessa di lavorazioni.

Una mostra partecipativa

Con l’iniziativa Donburi Jiman (丼自慢), il pubblico era invitato a immaginare e disegnare la propria ciotola da ramen. Alcune proposte venivano esposte e una galleria online raccoglieva i contributi dei visitatori.

L’attività traduceva in un esercizio accessibile il problema affrontato dai designer: progettare motivi decorativi per una superficie curva, tenendo conto di ciò che resta visibile quando la ciotola è piena e di come cambiano le proporzioni tra interno ed esterno.

Che cosa insegna questa mostra a chi prepara il ramen

L’interesse professionale di The Art of the RAMEN Bowl è evidente. Il recipiente influisce sulla presentazione, sulla gestione termica, sull’ergonomia del servizio e sulla coerenza visiva del piatto. Per scegliere una ciotola, un cuoco dovrebbe partire dal tipo di ramen che intende servire e dalle procedure effettive del locale.

Per una valutazione pratica conviene verificare con una prova reale: volume di brodo e noodles, spazio per le guarnizioni, maneggevolezza con il contenuto caldo, stabilità sul banco, temperatura al servizio e facilità di pulizia. La scelta va inoltre controllata rispetto alle dichiarazioni di idoneità al contatto alimentare e alle istruzioni del produttore.

Il valore culturale della ciotola emerge proprio da questa sovrapposizione fra esigenze concrete e linguaggi estetici. Guardare il ramen attraverso il suo donburi permette di riconoscere l’apporto di ceramisti, designer, manifatture e territori a una delle espressioni più popolari della cucina giapponese.

Conclusione: una storia più grande degli ingredienti

The Art of the RAMEN Bowl ha spostato l’attenzione dal contenuto al contenitore, collegando cultura gastronomica, produzione industriale, artigianato storico, arte contemporanea e architettura. La mostra si è conclusa il 15 giugno 2025, ma il suo tema rimane attuale: una ciotola di ramen può raccontare molte storie, anche quando è vuota.

Vista della location (Galleria 2) "MINO COSMOS" Foto: Keizo Kioku

"L'atmosfera di un negozio di ramen" (in primo piano) Foto: Keizo Kioku

Vista della location (Galleria 2) Foto: Keizo Kioku

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