Il ramen dal Giappone all'Italia
Come lo abbiamo conosciuto e che valore ha per i giapponesi
Ojisan
8/5/20264 min read


“Ramen!”
Se avessimo sentito questa parola solo un paio di decenni fa, l’avremmo probabilmente riconosciuta solo noi fan di anime e manga e pochi altri, come i marzialisti e gli studiosi di lingua e cultura giapponese. Sì perché ancora nei primi anni 2000 i ristoranti di ramen erano pochissimi in Italia, il fenomeno degli “all you can eat” doveva ancora esplodere e, per lo più, quello che conoscevamo della cucina giapponese proveniva dalla TV e, ovviamente, dagli anime.
Parlare di ramen oggi invece è tutt’altra cosa. È un fenomeno gastronomico in piena esplosione e, sia nel mondo reale, sia online, assistiamo a una grandissima varietà d’offerta tra ristoranti e ricette. Lo stesso, prima con l’esperienza nel mio piccolo locale, poi con la docenza in tema di ramen, non faccio altro che parlarne. Intorno al ramen c’è a tutti gli effetti un grande interesse e, anche se è esploso tardi in Italia rispetto ad altri paesi occidentali, stiamo rapidamente recuperando il gap.
In questo articolo ti condurrò in un percorso storico e sociale che ha inizio dalla prima apparizione di un ramen in un prodotto televisivo di massa e che arriva fino ad oggi. Questo percorso si snoderà ovviamente attraverso gli anime, del passato e del presente.
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La prima apparizione, 1979
È infatti esattamente da qui che questa lunga storia inizia, ovvero dalla primissima apparizione di un ramen in un anime. Al momento della stesura di questo articolo ignoro se il ramen sia mai apparso prima di allora, chessò, in un film giapponese di qualche grande regista del passato o in un documentario della RAI negli anni precedenti il 1979, quello che però so per certo, dopo lunghe ricerche, è che l’episodio 4 della prima serie di Lupin III, trasmesso in Italia col titolo “L’evasione di Lupin”, ci presenta per la prima volta una ciotola di ramen, e a mangiarla è l’ispettore Zenigata, il quale verrà spesso rappresentato alle prese con il ramen.
Per capire a fondo questa particolare scena dobbiamo spendere due parole sul modo di consumare il ramen in Giappone.
Il ramen è un piatto artigianale, contraddistinto da lunghi processi di cottura e poi servito in ampie ciotole di ceramica e, sebbene venga solitamente consumato velocemente, ci si prende comunque il tempo di fare spesso una lunga coda e di accomodarsi ad un bancone o a un tavolo per gustarlo.
A Zenigata però questo non è concesso, l’ispettore è sempre in attesa di Lupin, pronto a far scattare le sue manette, non ha il tempo di mettersi in coda e concedersi un momento piacevole. Si apposta e non ha certo tempo di recarsi in un ramenya. Così lo vediamo spesso mangiare ramen istantaneo, che richiede solamente un po’ di acqua calda e pochissimi minuti di attesa.
In questo episodio però Zenigata può rilassarsi, tenere d’occhio Lupin da un monitor e gustarsi finalmente in santa pace il suo adorato ramen. Niente ramen istantaneo questa volta, solo una fumante ciotola di ottimo ramen artigianale.
Sono certo che in molti si ricorderanno di questa puntata e del suo finale a sorpresa, per tutti gli altri potrebbe essere un’occasione per rivederla e assistere a un momento storico: quello che dà inizio a un rapporto d’amore tra gli italiani e il ramen.
Il ramen, ha spesso un ruolo di primo piano negli anime e, alle volte, diviene uno strumento importante per la trama. In un’altra puntata di Lupin III, ad esempio, in cui il ladro gentiluomo è nuovamente agli arresti, il ramen verrà utilizzato come vero e proprio cavallo di troia per introdurre, nella cella di massima sicurezza dove Lupin è custodito, una lunga corda, camuffata da noodles, che permetterà a Lupin di assicurarsi la fuga.
Breve storia del Ramen
Per comprendere perché il ramen riveste un ruolo spesso così importante nella narrazione, dobbiamo ricostruire la storia di come esso sia arrivato in Giappone, ma siccome una trattazione dettagliata andrebbe al di là dello scopo di questo articolo, lo faremo citando i passi più importanti del percorso che è valso al ramen il titolo di kokuminshoku, ovvero di “piatto nazionale”, titolo che in Giappone ha una profonda importanza e non viene usato alla leggera.
Quest’ultimo è un aspetto particolarmente curioso se si pensa che il ramen non ha origine in Giappone, ma discende dal lamian cinese, una zuppa di brodo di ossa di maiale con verdure e tagliolini tirati a mano. Un piatto che quindi non nasce in Giappone, ma viene poi adattato secondo la tecnica e i gusti giapponesi.
La storia del ramen inizia intorno agli anni ’70 del diciannovesimo secolo, dopo la fine del periodo Edo, ossia il periodo di isolamento del Giappone dal resto del mondo. Durante i successivi periodi Meiji e Taisho arrivano moltissimi lavoratori cinesi e, con essi, anche il lamian. Questo piatto, economico e facile da preparare, va via via trasformandosi venendo adattato allo stile e ai gusti giapponesi. Il brodo diventa più ricco, si studiano nuovi metodi di insaporimento e di cottura dei vari elementi che arricchiscono il piatto e, dal 1920 in poi, grazie alle scoperte sull’umami, il ramen subisce una profonda trasformazione che lo porterà a diventare uno dei piatti più rappresentativi della cucina giapponese. Nascono migliaia, poi decine di migliaia di esercizi di ramen in tutto il Giappone e ogni località geografica mette a punto il proprio stile. Nel giro di pochi decenni il ramen diventa non solo un piatto estremamente apprezzato e di largo consumo, ma anche un’opportunità imprenditoriale che permette di mantenere moltissime famiglie. Il ramen a tutti gli effetti diventa per la società giapponese un elemento intriso di cultura e di storia che identifica il Giappone stesso.
Un secolo dopo e dopo molte trasformazioni lo troviamo rappresentato in moltissimi anime e, come detto poco fa, addirittura come espediente caratterizzante dell’ispettore Zenigata o come strumento di fuga per Lupin III.
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